© 2017 Fondazione Giulia Sillato


Giulia Sillato
— Professoressa —

La Fondazione Giulia Sillato Verona

TUTTA UNA VITA DEDICATA A STUDI E RICERCHE

Fondazione Giulia Sillato Verona

È la vita di Giulia Sillato, dalla laurea a pieni voti in Storia e Filosofia dell’Arte con Ferdinando Bologna, primo allievo di Roberto Longhi, presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, alle docenze e al rigore storico-scientifico che segnerà poi gli scritti e i volumi da lei curati.

La grande attrattiva che l’Arte, nella sua totalità, esercita su di lei è tale da spingerla ad esplorarne continuamente espressioni e variazioni nel tempo e nello spazio.

In contemporanea alla docenza di Storia dell’Arte e delle Arti Applicate, spinge il suo interesse verso la modernità del XX secolo, convinta che in essa si riescano ad intravedere i segni del retaggio delle glorie artistiche delle epoche passate.

Ancora studi quindi, negli anni Settanta del Novecento, nei corsi speciali di Arte Contemporanea e Critica d’Arte, diretti da Maurizio Calvesi presso La Sapienza di Roma, che le offrono gli stimoli necessari ad affrontare la teoretica contemporanea.





con focus sugli anni Sessanta e Settanta, gli anni della sua formazione, tra i più ribollenti dell’intero secolo ventesimo.
Analizza le vicende di vita dei protagonisti del primo e secondo dopoguerra e ne studia le dinamiche senza perdere di vista la conoscenza acquisita del mondo antico.

Arrivano intanto gli anni Ottanta, quando entra in contatto con le organizzazioni delle grandi mostre di Palazzo Grassi.
Nel 1989 cura le bozze della parte redazionale del Catalogo dei Celti, edito da Electa nel 1991 per la grande e irripetibile mostra della civiltà celtica.

Poiché in contemporanea inizia a lavorare su un progetto espositivo di dimensione internazionale, per la parte della comunicazione frequenta l’agenzia di pubblicità Armando Testa di Torino e di Milano, che aveva prodotto la popolare Carmencita del caffè Lavazza.




NASCE COSI' IL GRANDE AMORE PER L'ARTE DEL NOVECENTO

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con focus sugli anni Sessanta e Settanta, gli anni della sua formazione, tra i più ribollenti dell’intero secolo ventesimo.
Analizza le vicende di vita dei protagonisti del primo e secondo dopoguerra e ne studia le dinamiche senza perdere di vista la conoscenza acquisita del mondo antico.

Arrivano intanto gli anni Ottanta, quando entra in contatto con le organizzazioni delle grandi mostre di Palazzo Grassi.
Nel 1989 cura le bozze della parte redazionale del Catalogo dei Celti, edito da Electa nel 1991 per la grande e irripetibile mostra della civiltà celtica.

Poiché in contemporanea inizia a lavorare su un progetto espositivo di dimensione internazionale, per la parte della comunicazione frequenta l’agenzia di pubblicità Armando Testa di Torino e di Milano, che aveva prodotto la popolare Carmencita del caffè Lavazza.





ENTRAMBE QUESTE ESPERIENZE SI POSIZIONANO

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su un percorso di crescita personale che ricade positivamente anche nel mondo contemporaneo, sia per l’apprendimento delle modalità indispensabili a costruire una grande mostra, sia per la conoscenza delle strategie di comunicazione necessarie alla diffusione di un’idea.

Ai fini, infatti, della realizzazione del progetto citato — che prevede la presenza di una serie di arredi antichi di provenienza museale sullo sfondo del corrispettivo tessuto architettonico ricostruito virtualmente — diventano indispensabili due requisiti: a) diplomi annuali del quadriennio 88-92 conseguiti presso la Scuola di Antiquariato e Arredamento “Domus Aurea” di Padova b) studi di tutte le civiltà regionali d’Italia, grazie ai quali ella ha contatti con tutti musei d’arte antica del territorio nazionale.





NEL 1994

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decide finalmente di dedicarsi agli artisti viventi di cui vuole scoprire il mondo interiore e la loro capacità di adattamento alla contemporaneità. Per essi organizza mostre e testi critici che finiscono subito su riviste nazionali, come Gente Money, e sulla rete giornalistica e televisiva di Verona.

In quello stesso anno nasce una linea di eventi espositivi a carattere itinerante: “L’Arte Contemporanea nelle antiche dimore”, ciclo di rassegne realizzate in luoghi museali e rivelatesi subito molto fortunate sia per la notorietà dei personaggi pubblici intervenuti a visitarle (del mondo politico, culturale, cinematografico), sia per i numerosi servizi televisivi mandati in onda nei telegiornali di RAI 2 e RAI 3.



NEL 1995

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decide di declinare l’invito di Federico Zeri a raggiungerlo a Roma per una collaborazione agli eventi delle Scuderie del Quirinale, perché, ha già intrapreso, attraverso le sue rassegne, una ricerca storica nella direzione dell’attualità artistica, avendo in mente di sviluppare una teoria vera e propria che lega i linguaggi artistici odierni al passato.

Il ciclo delle Antiche Dimore, infatti, a cui se ne associa un altro, i Civici Musei, nel 2005, le consente di verificare sul campo il possibile nesso semantico tra antico e moderno.





QUESTE SONO LE PREMESSE DEL METAFORMISMO ©

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che viene presentato per la prima volta nel 2010 al Palazzo Ducale di Urbino, in occasione della 27° Edizione del ciclo delle Antiche Dimore, con un catalogo di Mazzotta Editore.

Pubblica saggi di storia e di arte contemporanea con Electa, nel 2008, con Gabriele Mazzotta, dal 2009, con l’Editoriale Giorgio Mondadori, nel 2011, quando esce il suo primo volume completo sul Metaformismo.

È inoltre presente annualmente, con lo Speciale Dossier del Metaformismo sul Catalogo dell’Arte Moderna Mondadori, del cui Comitato Scientifico entra a far parte nel 2012.

In occasione di Expo Milano 2015, il progetto “L’Arte e il Tempo”, da lei ideato e realizzato, è promosso dal Comune e dalla Camera di Commercio di Milano come official event di Expo in Città..