Fondazione Giulia Sillato Verona

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DA ARTIS RECENSIO ALLA

FONDAZIONE GIULIA SILLATO

LA STORIA DI ARTIS RECENSIO


Giulia Sillato deve molto ad Artis Recensio Studio che la ha accompagnata per circa venticinque anni:

È IL 1994
infatti quando lo si incontra per la prima volta nel mondo artistico contemporaneo.

Si propone appunto come Studio Laboratorio in cui si valutano criticamente artisti di indiscussa professionalità (la traduzione del latino artis recensio è infatti recensione d’arte), con i quali realizzare grandi eventi, prediligendo coloro che si esprimono con linguaggi non figurativi

È UNA FUCINA DI IDEE
che Giulia Sillato, all’epoca ancora docente di Storia dell’Arte e delle Arti Applicate, elabora al fine di fissare validi parametri di giudizio per la selezione di veri talenti dal mondo dell’arte contemporanea, divenuto dagli anni ottanta del Novecento in poi una sorta di grande contenitore che accoglie di tutto, dagli artisti veri a quelli presunti.

Le problematiche conseguenti al notevole rallentamento di attività (in molti casi conprogressiva chiusura) delle gallerie d’arte, le uniche un tempo a sostenere un artista commercialmente, non sono poche e non sono facili da risolvere.

LA CRISI NEL SETTORE DELL’ ARTE
si manifesta già nella seconda metà degli anni novanta del novecento quando le gallerie, a fronte di una grave carenza di mercato, iniziano a trasformarsi in spazi espositivi a pagamento, non dando sempre certezze di vendita, affidata questa all’incontro fortuito e comunque occasionale con l’acquirente.

Mancando il mercato, è venuta meno anche l’autorevolezza del gallerista capace di curare una clientela affidabile per tutte le proposte artistiche e perfettamente in grado di investire su nomi sconosciuti ma indirizzati a crescere nel mercato e nel prestigio. In realtà prima dell'approccio contemporaneo Artis Recensio navigava in ben altri mari: fondata nel 1990, affidava la progettazione del suo logo a un giovane graphic design di Torino per la necessità di identificare un’impresa espositiva di grandi dimensioni che coinvolgeva le regioni di tutta Italia.

LA RASSEGNA DEL MOBILE REGIONALE ITALIANO
è il suo primo progetto: è uno studio analitico delle culture artistiche di ciascuna regione italiana riflesse nel modo di arredare dall’arcaismo alla modernità attraverso una serie di mobili d’epoca, tutti provenienti da musei nazionali, dei quali si sarebbe anche ricostruito visivamente il contesto attraverso mezzi virtuali.

Il progetto, ancora oggi molto attuale e fattibile, ha raggiunto la sua completezza nella parte teorica, ma non è mai stato tradotto nella rassegna prevista per gli alti costi delle tecniche virtuali all’avanguardia con cui questa si proponeva. Il passaggio al mondo contemporaneo avviene grazie a questa esperienza che suggerisce l’idea di incastonare in siti museali di prestigio non i mobili antichi ma le opere degli artisti viventi. Nasce così

L’ARTE CONTEMPORANEA NELLE ANTICHE DIMORE
pensata nel 1994, realizzata in prima edizione nel 1997, successivamente seguita da L’Arte Contemporanea nei civici musei nel 2005. Sino al 2017 sono state realizzate: del primo ciclo trentadue edizioni e del secondo ciclo tre edizioni, ma nel 2010 accade qualcosa di straordinario: nasce

IL METAFORMISMO
a cui viene dedicata un’intera sezione di questo sito. Viene presentato al mondo con la Rassegna del Palazzo Ducale di Urbino nel dicembre dello stesso anno. È uno studio sulle forme sviluppato da Giulia Sillato su opere non figurative, il cui allestimento in ambienti museali di antica storia l’ha convinta che l’ arte artistica dal Classicismo al Modernismo abbia solo cambiato modo di intendere le forme sopravvivendo comunque, queste, alle rivoluzioni di gusto e di stile avvenute tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Quando ci si trova di fronte a un’opera cosiddetta astratta il gioco interpretativo è molto semplice: basta osservare le forme.

IL METAFORMISMO
legge dunque le trasmutazioni continue della forma in tutte quelle espressioni del contemporaneo che, pur prive di figure oggettivamente riconoscibili, appaiono tuttavia ricche di forme libere che attendono una revisione critica sia di lettura che di linguaggio. E questa interviene puntualmente con la singolare teoria citata, messa a punto dall’autore dopo molti anni di studi e indagini sul campo.

LA CONTRAPPOSIZIONE ANTICO-MODERNO
intesi non solo come realtà divise tra loro da un intervallo spazio-temporale, ma anche come valori di pensiero e modi di costruire un gusto o uno stile, sarà pertanto il criterio che guiderà il percorso critico di Giulia Sillato dalle due linee espositive citate al Metaformismo.

Gli artisti non figurativi si riconoscono tutti in questa teoria e nel 2017 per meriti di studio riconosciuti sollecitano la nascita di una Fondazione a suo nome.