Fondazione Giulia Sillato Verona

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DA ARTIS RECENSIO ALLA
FONDAZIONE GIULIA SILLATO

LA STORIA DI ARTIS RECENSIO
FUCINA DI IDEE

È IL 1990
Fondazione Giulia Sillato Verona
quando a Verona nasce lo Studio Artis Recensio, destinato a grandi eventi e diretto dalla Prof. Giulia Sillato, storico dell’arte di scuola longhiana. Il logo, divenuto poi marchio registrato, viene ideato con classica essenzialità dal grafico di una nota agenzia di pubblicità di Torino che disegna una griffe adatta a un Laboratorio di Eventi Esclusivi, dove si seleziona la qualità (il latino artis recensio si traduce in recensione d’arte).

Lo studio inizia a intraprendere un’attività a carattere nazionale dopo che il Comune di Chioggia, nell’intento di valorizzare gli spazi del Convento dei Padri Filippini restaurato di fresco, affida alla titolare dello studio la progettazione di un evento d’arte antica di grosse dimensioni. La mostra, che si incentra sulle antiche tradizioni del mobile in ogni regione d’Italia, si rivela ben presto uno stimolante viaggio tra le varie culture regionali. Si tratta della

RASSEGNA DEL MOBILE REGIONALE ITALIANO DAL XV AL XX SECOLO©
Fondazione Giulia Sillato Verona
È un’esposizione ragionata di mobili dal Quattrocento al 1930 per ciascuna regione del nostro territorio nazionale. Individuati in molti noti e importati musei italiani, dove tuttora sono collocati, gli arredi provengono da residenze nobiliari e principesche e su queste indaga l’autore del progetto, affrontando la titanica impresa di ricostruire di ciascuno l’originaria collocazione architettonica che poi sarebbe stata restituita al pubblico grazie a una virtualità ancor oggi all’avanguardia.

Si dava quindi il via a una parata di mobili, contestualizzati nel loro ambiente naturale, quello per cui essi erano stati creati e in cui avevano vissuto per centinaia di anni e che per molti di essi non esisteva ormai più. Un viaggio fantastico tra architetture scomparse e architetture sopravvissute faceva capolino per la prima volta nel mondo delle grandi mostre.

Il primo di quei viaggi intriganti — che oggi dominano le trasmissioni televisive — fu quello compiuto dalla Prof. Giulia Sillato nel tentativo di fondere in un unico magnifico evento architetture ▪ forme ▪ colori per trascinare i visitatori della grande mostra in una dimensione sospesa tra realtà e fiaba. La rassegna sarebbe stata molto più adatta a Palazzo Grassi di Venezia, con cui peraltro la studiosa avrà contatti in seguito,

ma, cogliendo in pieno lo spirito restauratore del piccolo comune veneto, lei si impegnò in un progetto grandioso per onorare la sede che avrebbe dovuto ospitarlo. Il progetto, ancora oggi molto attuale e fattibile, avrebbe raggiunto la sua completezza nella parte teorica, ma non sarebbe stato possibile realizzarlo per i costi troppo alti dell’apparato virtuale, assolutamente all’avanguardia.

Studi e ricerche in merito sarebbero arrivati sino al 1992, quando apparve chiaro che il Comune di Chioggia avrebbe stanziato un fondo insufficiente a coprire tutte le spese e lei, rivoltasi altrove per la ricerca di nuove location e sponsor, non avrebbe trovato adeguata risposta, nonostante la disponibilità offertale da alcune tra le più prestigiose sedi espositive nazionali, dal Casino di Caccia di Stupinigi al Palazzo della Triennale a Milano.

   Tutto il materiale
è conservato presso
La Fondazione Giulia Sillato
  

È IL 1994
Fondazione Giulia Sillato Verona
quando lo Studio Artis Recensio entra nel mondo artistico contemporaneo. Dotata di una preparazione storico-artistica sempre pronta al confronto e di un’esperienza unica nel settore dell’arte, la Prof. Giulia Sillato viene anche sollecitata da alcuni colleghi artisti, oggi nomi illustri, a prendere una posizione critica nei confronti del contemporaneo.

La voglia di espandersi su nuovi orizzonti la induce a mettere in pratica l’intera sua conoscenza sull’arte moderna e contemporanea, così come l’ha ereditata dal grande Maurizio Calvesi. D’altra parte lo studio può diventare anche una piattaforma di valutazione critica, date le finalità per cui è stato creato. Tuttavia sono invitati ad entrarvi solamente artisti di indiscussa professionalità, con i quali realizzare mostre di prestigio.

Sono preferiti gli artisti non figurativi e, tra questi, quelli che hanno saputo con migliore ingegno leggere e interpretare i linguaggi delle Avanguardie del Novecento. Ma intanto uno spettro incombe sul mondo dell’arte. Si manifesterà lentamente e al momento nessuno se ne accorge: la crisi economica. I primi segni si manifestano proprio al passaggio tra la prima e la seconda metà degli anni novanta, quando l’arte contemporanea inizia ad avere difficoltà nel mercato.

Tra scandali per possessi impropri, falsi legittimati, tasse governative non pagate, contratti violati, insomma dal 1995 in poi un autentico tormentone travolse artisti e galleristi, colpiti nella loro credibilità. Lo Studio Artis Recensio, con l’attenta direzione della Prof. Giulia Sillato, intravede la possibilità di creare una realtà trasversale alla galleria, di cui molte stanno trasformandosi in spazi espositivi a pagamento.

Intraprende quindi la strada della selezione per isolare da un contesto sempre più confuso un limitato numero di artisti di qualità da far progredire in carriera grazie a mostre ambientate in musei di prestigio. Sono gli anni in cui lo storico dell’arte sta uscendo da un’esperienza incredibile, quella antiquaria, che l’ha fatta viaggiare con il corpo e con la mente nelle più belle e fiabesche dimore d’Italia.

Ancora stordita dalle meraviglie di questa nostra penisola, visitate quasi quotidianamente, si interroga: perché non sostituire ai mobili le opere d’arte contemporanea e incastonare nelle odierne dimore-museo i bellissimi lavori degli artisti viventi? E, forte dei contatti ottenuti con le Istituzioni Pubbliche di tutta Italia, crea il progetto di un un ciclo itinerante di rassegne:

L’ARTE CONTEMPORANEA NELLE ANTICHE DIMORE©
Fondazione Giulia Sillato Verona
L’idea si matura nel 1994, diventando realtà solo nel 1997 con la 1 Edizione al Castello Ducale Bovino Savoia, sede del Museo Copto e Bizantino d’Abruzzo. La Prof. Giulia Sillato riflette sui molti anni di albergo dell’arte nelle gallerie e, valendosi dello staff del suo studio, intende riuscire a

Riportare l’arte
negli ambienti dell’arte

Concetto che diventa lo slogan della manifestazione itinerante. L’abilità di una regia in grado di stupire il pubblico con suggestivi e spettacolari abbinamenti tra il moderno e l’ antico, sarebbe stata il nuovo motore in grado di sollecitare l’interesse di estimatori e collezionisti verso artisti che vogliono fare strada.

Dal 2005 in poi le rassegne delle Antiche Dimore saranno doppiate dal ciclo gemello L’Arte Contemporanea nei civici musei©. Entrambi i cicli otterranno un grosso consenso nazionale di pubblico e di critica, soprattutto televisiva. Saranno considerate un unicum nel mondo delle mostre d’arte contemporanea perchè all’epoca — stiamo parlando della metà degli anni novanta — le istituzioni erano disposte ad ospitare i maestri storicizzati, mentre gli artisti meno conosciuti dovevano ripiegare sulla concessione di spazi privati.

L’idea ebbe una tale risonanza da influenzare progetti e piani di molte altre organizzazioni del settore dell’arte e non, le quali da quel momento in poi avrebbero dato una caccia spietata alle location storiche per ambientarvi un qualsiasi tipo di manifestazione, mettendo gli enti pubblici sotto pressione per avere questo o quel castello, questo o quel palazzo oppure villa antica. .

Le prime a cedere furono ovviamente le istituzioni pubbliche di piazze meno in vista, di profilo provinciale, seguite progressivamente da sedi più illustri, la cui concessione finì con il rispondere a varie richieste: dalle collettive d’arte alle sfilate di moda e persino a parate di vini e di risi exibition di vini e di risi. Insomma l’idea diventò nel mondo delle mostre un exibition trend, che sopravvive con successo ancora oggi.

L’importanza e la notorietà dei personaggi intervenuti a visitare le rassegne: dal mondo politico, culturale, cinematografico, sportivo, e dallo spettacolo, nonché i numerosi servizi che RAI 2 (Sereno Variabile — Telegiornale) e RAI 3 (Telegiornale) avrebbero mandato in onda nei telegiornali di prima serata per divulgare l’idea, all’epoca innovativa, di un’arte contemporanea in contesti museali, renderanno i due eventi itineranti tra i più fortunati del mondo artistico contemporaneo a cavallo tra i due millenni.

Nel 1998 Nilde Jotti visita la mostra del Belvedere di San Leucio, Vittorio Sgarbi è presente a titolo di ospite nella splendida cornice del medioevale Borgo di Montegridolfo, proprietà di Alberta Ferretti, anch’essa tra i numerosi e noti visitatori della 3 Edizione delle Antiche Dimore: Ornella Muti, Massimo Ranieri, Leo Gullotta, Claudia Gerini, Valentino Rossi, tanto per citarne qualcuno.

A visitare la mostra di Assisi intervengono — invitati dal sindaco che la considera pregevolissima — i 5 leader della neonata Casa delle Libertà in piena formazione politica: Silvio Berlusconi, Rocco Buttiglione, Umberto Bossi, Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini. I 3000 fans che irrompono in mostra per questo celebre evento, riportato anche sulla prima pagina del Resto del Carlino di quel 21 ottobre del 2000, rischiano di far saltare in aria gli allestimenti.

Nel 2002 Marisa Bonazzi, costante presenza artistica della manifestazione, coadiutrice di Umberto Eco e moglie dell’On. Renzo Bonazzi (ai quali rivolgiamo un ricordo in memoria), invita Romano Prodi a visitare la mostra di Palazzo Pallavicini Rospigliosi al Quirinale. Nel 2003 intervengono al Vittoriale di Gabriele d’Annunzio Sara Simeoni, Gaspare e Zuzzurro, Paolo Rossi, Philippe Daverio, Luciano Violante.

Il milione di visitatori delle prime 20 Edizioni, i 250 interventi stampa, le 45 interviste Rai danno un’idea della portata mediale della manifestazione che già dall’epoca si distingueva per non essere una collettiva, ma una rassegna di qualità in luoghi museali prestigiosi. Nel 2010 accade però qualcosa di straordinario. La Prof. Giulia Sillato pubblica con l’Editore Gabriele Mazzotta il catalogo della 27 Edizione de L’Arte Contemporanea antiche dimore©.

La sede è lo splendido Palazzo Ducale di Urbino, che cede per un intero mese espositivo il non meno splendido Castellare. Il volume esibisce per la prima volta un nome nuovo, breve e incisivo. È un nuovo conio assoluto, al di sotto del quale è leggibile il titolo originario della manifestazione storica, lasciato come sottotitolo. Il primo ciclo itinerante, infatti, è stato costellato di successi troppo importanti per essere dimenticato e quindi si ritiene utile conservarne il titolo.

Inoltre la dialettica antico-moderno ha sollecitato numerose e feconde riflessioni sulla forma e sulle sue travagliate avventure tra passato e presente, generando una visione storico-artistica innovativa e rivoluzionaria. E pertanto per la prima volta nella storia dell’arte di tutti i tempi e luoghi si da il via alle rassegne e alle pubblicazioni del

METAFORMISMO©
Fondazione Giulia Sillato Verona
È uno studio sulle forme, che porta la firma della Prof. Giulia Sillato e che nasce da sue profonde riflessioni sviluppate sull’esperienza visiva del confronto diretto tra il presente (opere d’arte) e il passato (contesti museali). L’Arte Contemporanea nelle antiche dimore© ha consentito alla studiosa di analizzare dal vivo le possibili interazioni tra le forme dell’arte contemporanea e le forme dell’arte antica, leggibili nel monumento ospitante la mostra.

Immagazzinare attraverso gli occhi migliaia di innesti tra icone del nostro passato e forme del presente ha convinto lo storico dell’arte che dal Classicismo al Modernismo le civiltà abbiano solo cambiato il modo di concepire la forma che, sopravvissuta alle rivoluzioni di gusto e di stile tra fine Ottocento e primi Novecento, avrebbe perso, sì, la rappresentazione realistica di se stessa,

ma avrebbe guadagnato una nuova identità come forma libera da qualsiasi costrizione compositiva di tipo accademico. Dal classico all’anticlassico, dal figurativo al non figurativo, dal naturalistico all’astratto, la lettura di un’opera non figurativa — che può anche trasformarsi in un simpatico gioco — è molto semplice: basta osservare le forme, sempre presenti in qualsiasi composizione.

Anche un’opera cosiddetta “astratta” risulterà intuibile nella misura in cui in assenza di figure persiste per contro una massiccia presenza di forme e saranno queste a dipanare l’apparente complessità del messaggio artistico. Il MetaFormismo© ha la funzione quindi di aiutare a individuare le trasmutazioni continue della forma, sia quando essa dal passato viaggia verso il presente, sia quando essa si riconosca in tutte le espressioni della modernità.

Attendendo da tempo una revisione critica di lettura e persino di linguaggio, i manufatti non figurativi finiscono con accogliere la teoria in oggetto. L’Astrattismo infatti è un concetto superato. È rimasto invalso per tutta la prima metà del XX secolo in quanto radicato nelle visioni di Vasilij Kandinskij, ma oggi non più attuale perché passato e presente non devono essere intesi come realtà separate tra loro da spazio-tempo, ma come valori di pensiero e modi di costruire un gusto o uno stile.

EXPO MILANO 2015
Fondazione Giulia Sillato Verona
Dal 2013 al 2015 lo Studio Artis Recensio è impegnato nella ricerca di una location degna di ospitare un grande progetto che la Prof. Giulia Sillato sta preparando per la manifestazione milanese, che si preannuncia molto appetibile nella risonanza nazionale e internazionale. È dunque un appuntamento irrinunciabile e dopo vari tentativi viene individuato il Palazzo dei Giureconsulti al Duomo, sede della Camera di Commercio nel cuore di Milano.

L’exibition proseguirà poi nelle Piramidi della Triennale — montate nel piazzale antistante al Castello Sforzesco solo per Expo, di esse oggi non c’è più traccia — per concludersi nel Palazzo del Podestà, una delle glorie medioevali di Verona. In questo triplice contesto sarà messa in opera la scena de L’Arte e il Tempo©, in cui artisti di oggi si confrontano con 22 grandi maestri dell’arte, da Giotto a Wharol, riprodotti in gigantografie bianco-nero a guidare le linee interpretative della singolare parata.

...INTANTO SOPRAGGIUNGE IL 2017
Fondazione Giulia Sillato Verona
anno importante per la trasformazione dello Studio Artis Recensio, che nel biennio 2016 — 2017 riprende il suo cammino con le prestigiose rassegne del MetaFormismo©, destinato tuttavia a cedere il posto a una struttura organizzativa di maggiore potenziale. Viene quindi creata la Fondazione Giulia Sillato ssl senza scopo di lucro, che si impegna a portare avanti studi ed esperienze attinenti al MetaFormismo©.